"Ogni parola che scrivo è soltanto un altro modo per dire il tuo nome. Anche se scrivo cielo, terra, musica, dolore, io sto scrivendo sempre e soltanto mamma."

mercoledì 11 novembre 2009

La linea matriarcale

E guardo mia nonna. Lei che ha generato mia mamma. Lei, colpita più di tutti noi dalla perdita. Lei che ha perso sua figlia. E che non ha mai superato il dolore, forse perchè non aveva una vita davanti da costruire come me, come mia zia, come tutti gli altri.
Guardo mia nonna, che mi ha cresciuto con amore indicibile, che mi ha corretto e protetto, che non si è mai voluta sentir chiamare "mamma".
Lei, che mi ha insegnato a non odiare Dio, ma a tenerlo stretto al cuore. Lei, che ora sta invecchiando troppo velocemente, lei che secondo me dovrebbe essere eterna, a cui non perdono nessun acciacco, nessuna pecca, nessuna dimenticanza.
Possiamo essere così crudeli, con le persone che amiamo davvero. Li costringiamo nella nostra mente a non abbandonarci, non tolleriamo le loro mancanze, perchè li discostano da quelle che sono le immagini che, di loro, abbiamo costruito nella nostra mente.

Mia nonna sta invecchiando troppo presto, per il ruolo materno che ha avuto nella mia vita. Mi aspetto che sia in piena forma per il mio matrimonio, o che sia lì ad abbracciarmi se mai avrò un figlio. Mi aspetto che sia nonna per il suo pronipote, e non bisnonna. E non prendo in considerazione che le bisnonne, quasi mai, conoscono i loro nipoti.

Allontano dalla mia mente l'ipotesi che possa seriamente ammalarsi, che possa...morire. Non la tollero, la trovo irreale, qualcosa che mi fa sorridere. Che è lontana. Un po' come quando si pensa alla propria morte, qualcosa di nebuloso che non si riesce del tutto a comprendere. Non riusciamo a comprendere la nostra cessazione, perchè noi esistiamo e non conosciamo altra esistenza che l'essere.

Ho paura di quello che potrebbe succedere, la perdita definitiva. Il distacco sociale da ogni particella materiale di Lei.
Ma ho paura anche della malattia, quella terribile che cancella i ricordi, lei che è il mio baule dei ricordi, che contiene la mia vita, le vite precedenti, le mie radici.
Perderei tutto, con lei.



Passi tutto il tuo tempo nell’attesa
della seconda possibilità
per un’apertura che lo risolverebbe
c’è sempre un motivo
di non sentirsi bene
ed è dura alla conclusione del giorno
Ho bisogno di qualche distrazione
Oh dolce liberazione
filtra la mia memoria nelle vene
permettimi di essere vuota
e senza peso e forse
stasera io troverò la pace.

Nelle braccia di un angelo
vola via da qui
da questa fredda scura stanza di hotel
e dall’infinità che tu temi
sei trascinato dalle macerie
del tuo silenzioso fantasticare
sei nelle braccia dell’angelo
puoi trovarci il conforto.

Così stanco della linea retta
e ovunque ti volti
ci sono avvoltoi e ladri alle tue spalle
e il temporale continua a torcersi
continui a costruire la bugia
che usi su tutto ciò che ti manca
non fa differenza
scappare un’ultima volta
è più facile credere in questa dolce pazzia oh
questa gloriosa tristezza che mi mette in ginocchio.

Nelle braccia di un angelo
vola via da qui
da questa fredda scura stanza di hotel
e dall’infinità che tu temi
sei trascinato dalle macerie
del tuo silenzioso fantasticare
sei nelle braccia dell’angelo
puoi trovarci conforto
sei nelle braccia dell’angelo
puoi trovarci conforto.


(Angel - Sarah McLachlan)

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