mercoledì 25 gennaio 2012

Una triste verità

A chi capitasse per sbaglio sul mi blog, chiedo scusa per la lunga assenza, ma la vita ha finalmente preso il sopravvento sul ricordo e trovare il tempo per scrivere è sempre più duro.

Ma ecco il mio post...

Il giorno della vigilia di Natale ho litigato con la sorella di mia mamma,mia zia. Lei è una delle persone più importanti per me, ha forgiato la mia vita e mi ha sempre aiutato. Era la prima volta che litigavamo. La primissima in assoluto.
Al di là del futile motivo che ci ha fatto litigare, ho pianto tutte le mie lacrime perchè la mia situazione si è scontrata con la sua.
Cerco di chiarirmi.
Nonostante lei abbia perso una sorella e mia sia stata vicina in ogni momento, non può capire realmente cosa provo. Ecco cosa mi ha fatto male. Nonostante il dolore ci abbia toccate entrambe, lei ha poi avuto una vita perfetta. Io ho lottato nella merda fino a qualche mese fa. Così, all'improvviso, mi sono resa conto che non condividevamo la stessa scala di valori, che non ritenevamo importanti le stesse cose, che lei, per quanti sforzi possa fare, non capirà mai come mi sento.
E' questo che mi ha fatto, LETTERALMENTE, crollare.
Solo chi ha perso la mamma può capire come certe cose futili possano uccidere quelle come noi.
Così, non il motivo della litigata in sè, ma questa mia presa di coscienza, mi ha distrutto.
Ed ecco perchè per l'ennesima volta ringrazio Dio per avermi donato Frida, la persona che più di ogni altro vede nel profondo di me.

Vi lascio una frase che mi rincuora molto, quando sono triste...


Dio ha tre risposte alle tue preghiere:
1) Sì
2) Non ancora
3) Ho in mente qualcosa di meglio per te.


Forza Fede Fermezza Fiducia!
A presto
(davvero)




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lunedì 31 ottobre 2011

Solo per la mia mamma - Zucchero "Oltre le rive"

Questa canzone la dedico con tutto il cuore alla mia mamma, a pochi giorni dal suo compleanno. Non ho trovato regalo migliore per lei...E ovviamente non sono andata al cimitero e non ci andrò nemmeno, NO MAI! domani... Figurarsi... Che schifo!

Auguri in ritardo mamma, questa è per te, spero che le note ti raggiungano forte forte, come il mio amore per te...



"So che verrai di neve lieve
e vestirai l'aria di sogni
So che verrai,
pace nell'alba,
negli occhi miei, dentro i miei giorni...

Oltre le rive,
oltre le rive,
sarò là."

"Ovunque sei,
sarai per sempre.
Abiti in me
da sempre, e per sempre..."


Ho vagato senza scopo e destino,
fino alla fine dell'arcobaleno,
nelle notti bagnate dal vino,
finché ho sentito la mia voce da bambino...

Ovunque sei,
sarai per sempre.
Abiti in me
da me, da sempre qua...

Oltre rive
mi troverai come da sempre "


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venerdì 28 ottobre 2011

Un post, molte riflessioni...

Perdonerete la mia lunga assenza, ma ad Agosto, come molto sanno, mi sono sposata!!
Oggi però non scriverò un post sul matrimonio, ma un post con alcune riflessioni degli ultimi giorni. L'altra mattina mi sono resa conto che era da molto che non sentivo la presenza di mia mamma. Mi sembrava come un ricordo offuscato, una diapositiva sbiadita. Mi sono sentita triste. Molto. Speravo che durante il matrimonio qualcosa me la facesse sentire, invece niente. Mi sento travolta dalla vita in questo periodo ed è come se non ci fosse spazio per la morte, in me, nemmeno la tragica morte che ha sconvolto e condizionato la mia vita. E' come se crescendo e completandomi come donna mi stessi allontanando sempre di più da mia mamma, come se stessi finalmente crescendo. Magari una donna normale lo vive in maniera positiva come il raggiungimento di una effettiva indipendenza emotiva, io non riesco a viverlo senza sentirmi in colpa. Mi sembra di dimenticarla, accantonarla, così presa dalla mia vita, lei che non può parlarmi, che non può attirare la mia attenzione...
O almeno così pensavo. Le ho chiesto: "Ma, perchè non mi mandi una canzone? Mi sento così lontana da te e vuota..." Beh, in poche ore me l'ha mandata ben due volte, sempre la stessa.

Ve la do così, come è arrivata a me...




Ogni respiro che fai
Ogni movimento che fai
Ogni legame che rompi
Ogni passo che fai
Io ti guardo


Ogni giorno
Ogni parola che dici
Ogni gioco che giochi
Ogni notte che passi con me
Io ti guardo


Non lo capisci?
Tu appartieni a me
Quanto duole il mio povero cuore
ad ogni passo che fai

Ogni movimento che fai
Ogni promessa che non mantieni
Ogni sorriso falso
Ogni protesta che fai
Io ti guardo


Dal momento che te ne sei andata
mi sono sentito perso, ho smarrito la strada
Io sogno la notte
Posso solo vedere il tuo viso
Mi guardo intorno e capisco che non riesco a rimpiazzarti
Mi sento infreddolito e desidero il tuo abbraccio
Continuo a piangere, per favore

Non lo capisci?
Tu appartieni a me
Quanto duole il mio povero cuore
ad ogni passo che fai

Ogni movimento che fai
Ogni promessa che non mantieni
Ogni sorriso falso
Ogni protesta che fai
Io ti guardo

Ogni movimento che fai
Ogni passo che fai
Io ti guardo

Io ti guarderò...


A me è piaciuta tanto tanto, e mi ha commosso... Io la cercavo e guardate lei cosa mi manda..... Potete crederci o no, ma le nostre mamme non ci abbandoneranno mai, ci lasceranno vivere!! A presto con le riflessioni sul matrimonio!!



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giovedì 18 agosto 2011

Per Alessandra, una nuova amica...

Cara Ale,
ho letto il tuo blog con molta attenzione e chiaramente mi sono ritrovata in ogni singola parola che hai scritto...
Credo che il giorno dei morti, la festa della mamma o il suo compleanno siano giorni in cui tutte le figlie senza mamma si fermino un momento per descrivere quel dolore sordo che non riesce a passare.

Anche io in questi ultimi mesi mi sono sempre aspettata di sentire la mia mamma dirmi che era fiera di me e forse il sogno di un'amica di famiglia che ha sognato mia mamma che le diceva che era fiera e orgogliosa di me sono i suoi segnali...

Ti ringrazio per aver condiviso con me la tua esperienza e per avermi regalato una canzone che mancava al blog!
E' sempre bello quando qualcuno lascia il suo contributo in questo blog!!

Spero di sentirti presto e grazie mille per gli auguri!!!!!

Questa è la canzone che ci ha regalato Alessandra:





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venerdì 12 agosto 2011

Lauren Alaina - Like my mother does

People always say
I have a laugh like my mother does
Guess that makes sense
She taught me how to smile when things get rough
I’ve got her spirit, she’s always got my back
When I look at her I think I want to be just like that


When I love I give it all I’ve got
Like my mother does
When I’m scared I bow my head and pray
Like my mother does

She’s a rock, she is grace
She’s an angel, she’s my heart and soul
She does it all


When I love, I give it all I’ve got
Like my mother does
When I’m scared I bow my head and pray
Like my mother does

When I’m weak and unpretty
I know I’m beautiful and strong
Because I see myself
Like my mother does



Questo è un dono ricevuto dal cielo e lo voglio condividere con tutti voi.
A presto



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Ohana


Care amiche,
fra una settimana mi sposo.
Purtroppo in questo periodo non ho avuto modo di scrivere sul blog e probabilmente non ci scriverò per un po', così vi lascio con questo piccolo video.

Lo dedico a tutte le famiglie che ognuna di noi ha trovato per conto suo, ricostruendosi faticosamente un focolare, dopo che la morte ne aveva spazzato via fino all'ultimo granello di cenere.

Io sto per costruirmi la mia famiglia e spero davvero tanto che tutto vada per il meglio!



A presto!

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martedì 26 luglio 2011

Frida for Linea Immaginaria

Un intervento commovente della superlativa Frida.
La mia grande interlocutrice di vita.

Buona lettura...




Cara Circe,
è un momento così particolare per te, che non posso venire meno alla tua richiesta. Raccontare nel tuo blog la mia esperienza. Eccola qui.
La mia mamma mi è mancata in maniera a dir poco straziante nel periodo di preparazione al mio matrimonio. Non credo che se ne sia accorto nessuno, tranne mio marito col quale, ogni tanto, mi lasciavo andare. Ma mi sentivo patetica e, così, nascondevo il mio dolore, a tutti. Come te, cara Circe, mi sono posta molte domande. Perché mi manca in modo così prepotente? Perché ho il desiderio fortissimo di parlarle, di confrontarmi con lei? Perché non mi basta più mio marito, i miei amici, il resto della mia famiglia? Perché voglio proprio lei, ORA. Mi svegliavo in piena notte, con gli attacchi di panico, urlando dentro me stessa “Mamma, ti prego! Mamma, ho bisogno di te! Ora”. E quel silenzio assordante, come risposta, mi stringeva ancora più forte il cuore. Ero sola. Completamente sola e lo sarei stata anche in uno dei giorni più importanti della mia vita, quello del mio matrimonio. E quella prospettiva mi annientava. Sola. Come il giorno del mio esame di terza media, del mio diploma, della mia laurea, della mia prima sofferenza in amore, del primo giorno di lavoro, e di tanti altri giorni vissuti a combattere senza avere lei accanto a me. Eppure, questa volta era diverso. Questa volta avevo ancora più bisogno di un contatto con lei. Ma, soprattutto, di una sua risposta. Mi sono analizzata profondamente e credo di aver capito, in parte, il perché di tutto questo. Il matrimonio è un passo importante, che terrorizza già di per sé le donne che hanno accanto la propria mamma. Immaginiamoci chi, come noi, non ha un riferimento femminile e materno. E’ importante perché la mamma rappresenta le nostre radici, e noi siamo i rami che crescono dall’albero al quale quelle radici hanno dato vita. Immagina se un bel giorno uno di quei rami, nel mentre sta per sbocciare uno dei suoi fiori più belli, guardasse sotto e non vedesse più le sue radici. Si chiederebbe “Come posso esistere se non ho più le mie radici? Cosa rappresenta questo fiore per me, seppure bellissimo, se non ci sono le mie radici a garantirmi il nutrimento, la vita, il futuro?”. Forse la similitudine può apparire sciocca, ma credo che non si allontani molto dalla realtà. Cosa siamo noi senza la nostra mamma? E, soprattutto, che mamme saremo per i nostri figli e che mogli per i nostri mariti se non abbiamo potuto avere un riferimento così fondamentale, quello di nostra madre? Senza contare, poi, la paura inconscia che quel ciclo si ripeta. La convinzione che, tanto, anche noi moriremo presto e lasceremo i nostri figli soli e nostro marito vedovo. Sono paure normali, cara Circe, ma, come ti ho scritto più volte, sono solo paure. Perché noi ce la faremo. Noi andremo avanti e quel ciclo lo interromperemo. Noi, Circe, cambieremo la storia, e vivremo accanto ai nostri figli e li vedremo crescere e gli daremo tutto l’amore dell’universo. Vuoi che ti ricordi come ho superato questa vera e propria crisi esistenziale? Ho preso foglio e penna e le ho scritto. Già. Le ho parlato delle mie paure, di quanto mi mancasse, di quanto desiderassi averla accanto a me. E sai una cosa? Mi ha risposto. E lo ha fatto, come sai, nel modo più bello. Come ti ho scritto, il ristorante all’improvviso, a pochi mesi dal matrimonio, è “saltato”. Ho dovuto cercarne un altro e l’unica data disponibile era il 13 maggio. Dovevo quindi anticipare il matrimonio di ben un mese e mezzo. Ma restava il problema di conciliare quella data con la chiesa, prenotata al centro di Roma un anno prima. Pensavo: impossibile, qui salta tutto. Strana coincidenza, il 13 maggio era l’unica data disponibile anche per la chiesa. Una coppia aveva improvvisamente disdetto la prenotazione della chiesa. Un mese prima del matrimonio scoprii che il 13 maggio era “LA FESTA DELLA MAMMA”. Questo è stato il suo messaggio più bello, insieme a tanti altri che si sono susseguiti e tanti altri ancora che mi hanno “spianato la strada”. Non mi stancherò mai di ripeterlo, le nostre mamme ci sono. Sono accanto a noi e se solo fossimo predisposte ad ascoltarle e a cogliere i segnali, capiremmo che non ci hanno mai abbandonate. Dobbiamo continuare a ricordare, si, ma anche ad amare. A costruire delle nuove fondamenta, quelle della nostra nuova famiglia. Solo così daremo un senso alla nostra vita, ma soprattutto, solo così daremo ancora più senso alla vita delle nostre madri. Regalare loro l’immortalità, attraverso i nostri figli, che ne faranno altri ancora e che rimetteranno in circolo il ciclo della vita. Ti auguro, Circe, di trovare la strada per uscire da questo dolore e di capire che questo è un periodo bellissimo, perché è l’aurora della tua nuova vita. Ti voglio bene. Frida