
Pericolosamente vicina ai 29, accompagno mia mamma nella malattia che l'ha portata via a 29 anni, con una bimba di 5 che aveva bisogno di lei. La accompagno perchè la mattina, quando mi alzo, apro gli occhi e penso che lei si stava avvicinando alla morte, con un marito giovane di fianco che forse non capiva perchè tutto quello stesse succedendo proprio a lui...
Mi avvicino all'età in cui mia madre è una coetanea, con i miei sogni e le mie stesse paure. E tra poco, tra poco sarò più grande di mia mamma. Mia mamma diventerà più giovane di me, mia mamma sarà una ragazza e io diventerò donna.
Che punto di riferimento avrò, allora?
Vorrei che per una volta qualcuno mi dicesse quello che succederà, quello che sentirò, come fare a non soffrire, per una volta senza che sia io a dover per forza trovare una soluzione attraverso anni di lacrime...
Ma non credo che qualcuno può dirmi nulla, forse è il caso di rileggere la Edelman...
E ogni volta che provo il mio abito da sposa, ogni volta mi guardo allo specchio e la cerco alle mie spalle. Ogni volta spero di girarmi e vedere il suo sorriso compiaciuto, i suoi occhi orgogliosi della donna che sto diventando...
Cerco, ma lei non c'è. E mi chiedo di notte se le sarebbe piaciuto il mio vestito e mi immagino il suo abbraccio di tulle nel camerino, la sua voce, i suoi complimenti.
Cerco di vederla e di chiederle consigli, poi penso che se indosso proprio quel vestito, così fuori dagli schemi, è proprio perchè sono sua figlia.
Proprio come mia ha detto sua sorella, mia zia, quando le ho detto che avevo paura di non aver scelto bene. Mia mamma non è mai stata tra le righe, come potresti esserlo tu?
E allora vado avanti, creando con il mio ragazzo un matrimonio intimo che parli solo di noi, un matrimonio che sarà celebrato in cielo e in terra. In cielo dove mia mamma mi guarderà piangere per lei davanti all'altare...

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