"Ogni parola che scrivo è soltanto un altro modo per dire il tuo nome. Anche se scrivo cielo, terra, musica, dolore, io sto scrivendo sempre e soltanto mamma."

martedì 22 giugno 2010

Tiziano Terzani "Un altro giro di giostra" pag.573


Un lieto fine questo?
E che cos'è lieto, in un fine? E perchè tutte le storie ne debbono avere uno? E quale sarebbe un lieto fine per la storia del viaggio che ho appena raccontato? "...e visse felice e contento"? Ma così finiscono le favole che sono fuori dal tempo, non le storie della vita che il tempo comunque consuma. E poi chi giudica ciò che è lieto e ciò che non è? E quando?
A conti fatti anche tutto il malanno di cui ho scritto è stato un bene o un male? E' stato, e questo è l'importante. E' stato, e con questo mi ha aiutato, perchè senza quel malanno non avrei mai fatto il viaggio che ho fatto, non mi sarei mai posto le domande che, almeno per me, contavano.
Questa non è un'apologia del male o della sofferenza - e a me ne è toccata ancora poca. E' un invito a guardare il mondo da un diverso punto di vista e a non pensare solo in termini di ciò che ci piace o meno. E poi: se la vita fosse tutto un letto di rose sarebbe una benedizione o una condanna? Forse una condanna, perchè se uno vive senza chiedersi mai perchè vive, spreca una grande occasione. E solo il dolore spinge a porsi la domanda.

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