"Ogni parola che scrivo è soltanto un altro modo per dire il tuo nome. Anche se scrivo cielo, terra, musica, dolore, io sto scrivendo sempre e soltanto mamma."

sabato 24 marzo 2012

Sindrome da pancione

Mentre questa mattina preparavo il mio mocaccino, mi è affiorato un ricordo improvviso e da lì è partita questa riflessione.

Sembrerò un po' monotematica in questo periodo, perchè parlo solo di bambini, ma se ricevo un sms, una mail o una telefonata, è perchè mi stanno annunciando una nascita.
Se ne ricevi ben 3 in una settimana appena, logico che ti rimangono in testa.
Oppure sto veramente subendo la "sindrome da pancione", ossia quella per cui quando se i incinta vedi pance e bambini ovunque... Mai provata!?!

Ecco, insomma, a tavola, all'aperitivo, in centro... Non si parla che di gravidanze!
Così, dopo l'ennesimo felicissimo annuncio, mi sono trovata a confrontarmi con la mia reazione di oggi e la reazione della "Circe di qualche (non molti) anno fa".

Circe2012: "Ma che bello! (sinceramente emozionata) E' fantastico! Tutto questo mi riempie di gioia! ecc... ecc..."

ex-Circe: (Faccia alla Barbara D'Urso, per intenderci) "Davvero? Sei IN_CIN_TA?!?!?!?
O_O Oddio, mi dispiace così tanto... E come è successo!?!?!?"

Ehm... Potete immaginare la faccia delle altre persone. Sarà passata per scema almeno una decina di volte. Primo, per la domanda: come è successo... Come se mi mancassero le nozioni di base. Le ragazze erano sinceramente in imbarazzo nel tentare di rispondere a questa domanda.
E poi perchè forse ero l'unica persona che non reagiva con gioia alla notizia.

Ma che ne potevo sapere? Nella mia testa tutto risuonava come ..."tragico incidente... gravi ferite... non farà più la vita di prima... errore incancellabile... fine di tutto..."

Ero sinceramente dispiaciuta per loro... Mamma mia, quanto dolore portavo dentro, mi tappava le orecchie, gli occhi e il cuore. Ero pregna di sofferenza e questo spesso distorcevo la realtà...

Ora, che quando infilo il dito nella mia piaga esso penetra meno a fondo, riesco a vedere le cose sotto il giusto punto di vista: primo, perchè mio marito mi sta facendo conoscere la serenità; secondo perchè dopo la nascita di mio nipote ho realmente capito quale sarebbe stata la via della mia guarigione.

E vi lascio con una Canzone di De Andrè, che si trova nella "Buona Novella", si intitola "Ave Maria" parla di una mamma molto famosa.... :)

E te ne vai, Maria, fra l'altra gente
che si raccoglie intorno al tuo passare,
siepe di sguardi che non fanno male
nella stagione di essere madre.

Sai che fra un'ora forse piangerai
poi la tua mano nasconderà un sorriso:
gioia e dolore hanno il confine incerto
nella stagione che illumina il viso.


Ave Maria, adesso che sei donna,
ave alle donne come te, Maria,
femmine un giorno per un nuovo amore
povero o ricco, umile o Messia.


Femmine un giorno e poi madri per sempre
nella stagione che stagioni non sente.



a presto!

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