
"Ogni parola che scrivo è soltanto un altro modo per dire il tuo nome. Anche se scrivo cielo, terra, musica, dolore, io sto scrivendo sempre e soltanto mamma."
sabato 26 maggio 2012
Felicità
Oggi ho pensato: "Tutta questa felicità mi è costata tanto dolore." Ed è vero.
Solo ora, dopo molti anni e molti dolori, mi rendo conto di quanto sia stato lungo, profondo e doloroso il cammino che ho fatto dentro di me. Mi rendo conto che la maggior parte della mia vita, l'ho vissuta cercando dentro di me le risposte a un dolore feroce e violento, a una mancanza che non trovava conforto.
Mi sono viaggiata dentro senza censure, accettando le parti più scabrose di me. Ho accettato i miei fallimenti, i miei errori adolescenziali, la mia voglia di ribellione e di autodistruzione di cui porto ancora le cicatrici fisiche.
Ho accettato (solo da poco, in realtà) le mie fragilità, la mia paura di essere sola, la mia ansia.
Ho viaggiato sospingendomi fino agli angoli più oscuri di me, a cui non trovavo fine e dai quali tornavo con ancor più domande di quando ero partita. La mia anima assomigliava sempre più a una lunga, logora pagina di quaderno con i bordi unti e gli angoli arricciati. Le linee blu e scolorite intervallate da tutti i miei "Perchè?"
Come un minuzioso medico legale, ho tagliuzzato, sbrindellato, inciso, sviscerato e analizzato il mio dolore. L'ho smembrato, soffermandomi a cercare il perchè di ogni mio gesto, ogni mio malumore, ogni mio lapsus, ogni mia dimenticanza, ogni mia paura.
Mi sono vissuta dentro fino a riuscire a percorrermi ad occhi chiusi, ho estratto i miei tumori dalle viscere del mio animo e li ho fatti riaffiorare alla luce, perchè avevo bisogno di capire come mai mi dolessero tanto.
Probabilmente non potete neanche immaginare quanto tutto questo faccia male.
Per fortuna, ho scritto. Sempre. Il più delle volte quando le lacrime erano talmente forti che le righe erano tremolanti orizzonti davanti ai miei occhi. Ho scritto di notte, nella penombra, devastata dall'insonnia e dalla tachicardia.
Ho scritto per capire, per far uscire il mio dolore e la mia rabbia, ho scritto perchè una volta trasformate in inchiostro, le mie paure avevano finalmente un volto. Ho scritto per liberarmi, per vomitare bestemmie e per digerire magoni; ho scritto per affondare nella pagina le unghie della mia anima, per conficcarle su qualcosa e non sul mio cuore.
Ho molto vissuto, molto sbagliato, ma tirando le somme sono orgogliosa di tutto quello che ho fatto.
Mi sono dedicata molto tempo e molte energie, ma ora sono in grado di amare qualcun'altro senza cercare Lei. Sono in grado di pensare al futuro senza sentirmi soffocare dalla morte. Sono capace di immaginarmi mamma.
Sembrano piccoli passi, ma in realtà sono frutto di un grande lavoro che, anche se non è finito perchè non finirà mai, è diminuito diventando marginale nella mia vita.
A volte non riesco a credere di aver trovato un tale equilibrio, ma quando mi guardo dentro mi rendo conto che tutte le finestre sono spalancate e che la luce filtra in tutte le stanze. E' vero, controluce si solleva ancora qualche granello di polvere, ma la mia casa non sarà mai immacolata come altre, mai devastate dal tifone della perdita.
Ma le assi sono riparate e il tetto è solido, ora posso costruirmi la mia vita.
Credo di essere a un buon punto nell'elaborazione del mio lutto.
Tutto questo sembra un Addio. Ma non lo è.
Non sarò tutti i giorni così ottimista e fiduciosa.
E quindi tornerò a scrivere.
Per me e per tutti quelli a cui le mie parole faranno bene.
A presto

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