"Ogni parola che scrivo è soltanto un altro modo per dire il tuo nome. Anche se scrivo cielo, terra, musica, dolore, io sto scrivendo sempre e soltanto mamma."
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domenica 13 aprile 2014

Vorrei



Vorrei che la mia vita fosse semplice.
Invece non lo è.
Non lo è mai stata.

Vorrei aver stretto un patto con Dio.
Un contrappasso.
Tanto mi hai tolto, ora lasciami vivere in pace.

Non è così.
Attiro su di me ogni sorta di difficoltà.
A volte, sono cos' scoraggiata, che non mi aiuta nemmeno pensare che Dio non da mai croci che non si possano sopportare.

Quando sono molto stanca, del dover lottare sempre, come in questo periodo, mi chiedo perchè la mia vita debba essere in salita.
Mi è stato già tolto molto (tutto?) e ora cerco solo, faticosamente, di arrancare verso un isolotto di quiete.

Non ho grandi pretese, solo di sentire dentro quella pace che invece mi manca.
Mi manca perchè è tutto sempre troppo difficile.
Devo continuamente dimostrare qualcosa a qualcuno, non basta mai quello che faccio, non arrivo mai al traguardo.

Ogni volta, qualcosa spiazza il mio cammino.
Cerco di intravedere un progetto, un cammino, in queste continue uscite di strada, questi sbandamenti del cuore e dell'anima, ma mi risulta difficile credere che questo disegno mi porti a qualcosa di più grande.
Più che un disegno, a volte ho l'idea che Dio stia scarabocchiando mentre parla al telefono.

Emergo, e di nuovo affondo.
Respiro, e di nuovo annego.
E sono stanca, di molte cose.

Poi.
Nella continua ambivalenza che è la mia vita,
mi accorgo con le lacrime agli occhi di essere profondamente riconoscente di tutto ciò che ho.

Sto vivendo una vita che mia mamma non ha avuto il lusso di vivere, ho già un anno in più di lei e questo è un dono.
Sono sana, come lo è mia figlia, come lo è mio marito. E questi sono doni che non posso ignorare.

Ho una casa, cibo sulla tavola, amici e amore.
E non posso nascondere la mia gratitudine,
Così mi trovo a pensare che anche se c'è una nuova prova sul mio cammino, essa non intaccherà il mio spirito.
Non mi porterà via l'amore.

E se questa sbandata sarà più dura delle altre da digerire, sarà comunque un nuovo passo, un nuovo orizzonte.
Finchè avrò occhi che mi permettono di vedere un orizzonte, finchè stringerò la mano di mia figlia, finchè posso sentire la Tua presenza sulla mia spalla destra, io combatterò.

Perchè sono una sopravvissuta, una Fenice, una combattente.
Perchè tu, mamma, mi sei accanto e me lo fai capire anche così...





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giovedì 19 novembre 2009

Ho paura

A volte la paura di morire diventa paralizzante.
Le persone normali pensano al futuro e riescono a percepirne le gioie e le luci, io penso al futuro e lo vedo come un immenso buco nero. Non ho sicurezze circa la mia salute un domani, nè sulla salute delle persone che amo.

Soffrirò io? Soffriranno loro e io con loro?
Dove mi può portare un futuro dove io leggo solo incertezza?

Vorrei abbandonare, scrollarmi di dosso una volta per tutte questa sensazione.
I dolori, le fitte, i formicolii che percepisco dal mio corpo non sono malattie.
Sono perfettamente sana, tutt'al più ho un dente cariato che mi dà noia.
Ma non riesco a convincermi. Il mio cervello ha l'immenso potere di fissarsi su un piccolo particolare e da lì trasformarlo in ossessione che paralizza, che ammutolisce.

Vorrei scrollarmi di dosso la paura che qualcosa di brutto possa succedere da un momento all'altro. Vorrei vivere e costruire la mia vita sapendo che non sono costretta a ripercorrere il destino della mia mamma.

Voglio vivere con la consapevolezza di durare, di poter vedere i miei nipoti, di invecchiare a fianco della persona che amo.
Ma il mio cuore non tace e vive nella costante vigilanza degli scherzi del destino.
Non abbasso mai la guardia, non mi concedo di sognare un futuro troppo roseo.

Non mi sento nemmeno all'altezza di affrontare quelli che saranno i seri problemi che mi aspettano, non mi illudo pensando di aver finito di scontare la mia massiccia dose di dolore, comprendo bene che ancora mi aspettano parti peggiori di quelle che ho recitato fin'ora...

Guardo il mio amore, lo guardo dormire, penso a come tutto sia perfetto, ora.
Leggo nelle sue palpebre, sulle sue guance, fra i sui capelli, la leggerezza, la fragilità dell'attimo che sto vivendo. So che domani tutto potrebbe cambiare. Che domani quelle palpebre potrebbero svanire. Lo so per certo perchè l'ho vissuto.

E Dio solo sa se questa è una lezione di vita che ho imparato bene: quello che hai di più prezioso, lo puoi perdere da un momento all'altro. E siamo arrivati di nuovo alla mia paura che mi paralizza...

Buona Notte (in bianco, almeno per me...)

venerdì 14 agosto 2009

To_day

Oggi manco d'amore.Punto.
Mi verrebbe da scrivere solo questo. Manco d'amore.
E mi chiedo se è proprio la mia mancanza a rendermi così insicura.
Sarei stata una persona in grado di amare, se non avessi perso un pezzo della mia vita?
Sarei stata in grado di vivere serenamente gli screzi, le inezie, gli scazzi del rapporto sentimentale, se fossi stata "normale"?
Avrei avuto meno paura? Lo spettro dell'abbandono si sarebbe celato ai miei occhi, invece di emergere costantemente e subdolamente ogni volta che qualcuno mi ignora?

Chi sta parlando? La donna adulta, perfettamente conscia che ogni storia ha i suoi alti e bassi e che l'amore c'è sempre, anche quando non è dimostrato...O la bambina terrorizzata dall'oblio che alla prima mancanza sprofonda nel dolore?

Chi ha il sopravvento in me? ...La bambina... Lo dico con franchezza, perchè non ho nessun dubbio al riguardo. La bambina che sono stata non ammette di essere trascurata...Non ammette giorni no...Non ammette indecisioni...Non ammette stanchezza e sonno...Non ammette abbassamenti di livello...Non ammette l'avere una vita propria...Non ammette scuse, repliche...Non tollera l'abbandono e per questo si attacca strillando al collo di chi crede la stia per abbandonare.

La bambina che sono stata è vorace e non smette mai di pretendere... E forse solo ora capisco che cosa significa essere egoisti.

E' così, sono egoista, il mio bisogno DISPERATO d'amore mi porta ad essere egoista, mi porta a fare molti sbagli, a soffocare chi amo, perchè ho paura di essere abbandonata ...

E per quanto io spieghi che non è colpa mia, ma che è la vita che mi ho forgiato così...Mi rendo conto che sono solo scuse...

E la cosa che mi fa sprofondare ancor di più è che da tempo ormai so che TUTTO L'AMORE CHE HO PERSO, NESSUNO POTRà DARMELO INDIETRO.

giovedì 11 giugno 2009

Credimi... Vivimi - Laura Pausini

Ora tutto è limpido, ora sai cosa avevi, sai che cosa hai perso.
E sai anche un'altra cosa...Che questo dolore ti ha crudelmente sbattuto in faccia quello che avevi di bello, togliendo il ciuccio al bambino che c'era in te. E' inevitabile che ora lui pianga disperato.

E poi la tua ferita è ancora fresca. Devi tenere duro e cmq ti assicuro che il dolore non passerà mai, se è questo che speri. Imparerai a conviverci, come un mutilato che vuole reimparare a correre con una protesi. Non sarà mai la sua gamba, non lo sosterrà mai con la stessa sicurezza, non avrà il calore della sua carne, ma saprà correre, sarà di nuovo in grado di camminare.

Quello che TU ora hai capito, la RIVELAZIONE che hai avuto, che ti saresti uccisa per motivi futili, si allarga a tutta la tua coscienza. Vedi gente che si sbatte per nulla, ma ancora di più, TE LO ASSICURO, frequenti gente che si DISPERA E SI BUTTA GIù per nulla, proprio come avresti fatto tu qualche anno fa.

E vuoi sapere una cosa? Quella gente ti farà tanta tenerezza. Poverini, così piccoli di fronte al dolore, mentre tu hai lottato e ti sei ferita, stavi quasi per soccombere al dolore, ma hai vinto. Tu hai vinto la vita, sei stata più forte. E ora commiseri quelli che non capiscono quanto sia BREVE e PREZIOSA questa VITA, di quanta vita ci sia in un gesto quotidiano, perchè di essa senti la mancanza quando quel gesto ti viene bruscamente tolto. Il sorriso, la carezza di tua mamma, sono persi per sempre, congelati nel tuo ricordo, ma tu ora sai (perchè è a quello che ora devi guardare) tu ora sai che tutto l'oro del mondo non varrebbe un bacio suo.

Questa è una nuova visione, un nuovo inizio e puoi anche non credermi ma lo sarà...
Tutto sarà diverso, ma non è detto che sarà peggio.

DEVI RENDERE FORTEZZA QUELLA CHE ORA è DEBOLEZZA.

FEDE, FORZA, FERMEZZA, FIDUCIA. Quattro F, come Fenice.

Anche TU sei una Fenice, amica mia, ma sei cenere, devi ancora rinascere.

E mi preme dirti un'altra cosa... Nessuno ti potrà aiutare. Indipendentemente dall'amore che ti circonda, o non ti circonda, tu dovrai affrontare questo cammino da sola.
E quando lo avrai terminato, sarai una donna forte, decisa, determinata, autonoma e padrona del tuo destino.
MA lo sarai da sola, ti sarai fatta da sola.

Noi siamo più forti, anche dell'amore che ci manca.



ciao

giovedì 2 aprile 2009

Grandi personaggi che hanno perso la mamma...


Oriana Fallaci: una figlia davanti la morte della madre
Oriana Fallaci racconta la morte della propria madre, descrivendo con le sue parole intense e dirette il vissuto legato ad un simile lutto.

oriana falalci, fantasma alekos

Della sua vita si sa molto. Del suo lavoro, dei suoi pensieri, anche. Oriana Fallaci nei suoi libri ci ha lasciato descrizioni straordinarie della nostra storia e di personalità che questa storia l’hanno pilotata. Nei suoi scritti è andata oltre, proponendoci eventi e persone di cronaca arricchite da quell’emotività, sua e contemporaneamente di tutti, che rende significativi gli avvenimenti.

Nella relazione “Io e il fantasma di Alekos. L’amore, il dolore, la scrittura: i miei tre inverni nel tunnel”, tenuta nel 1980 al Columbia College di Chicago, la Fallaci parla di sé e della stesura del libro “Un uomo”. In quel periodo, la madre della scrittrice, “che si estingueva come una candela in un letto, divorata da un invisibile mostro”, morì. Unica distrazione al libro furono le visite alla madre: “Parlavamo poco, quasi avessimo paura di dirci quel che pensavamo: «Ora te ne vai anche tu» , «Ora me ne vado anch’io».”

Con la sua scrittura carica di passione, la Fallaci descrive il significato dalla morte della madre, disvelando il sentimento che questo momento suscita:
“La morte della madre non è paragonabile alla morte dell’uomo che amavi: è l’anticipo della tua morte. Perché è la morte della creatura che ti ha concepito, portato dentro il ventre, regalato la vita. E la tua carne è la sua carne, il tuo sangue è il suo sangue, il tuo corpo è un’estensione del suo corpo: nell’attimo in cui muore, muore fisicamente una parte di te o il principio di te, né serve che il cordone ombelicale sia stato tagliato per separarvi.”


Il dolore viene affrontato con coraggio, vivendo la situazione nella sua pienezza e il rapporto con la madre nella sua totalità, atteggiamento che la Fallaci ha avuto nei confronti di ogni esperienza della sua vita: “Per rinviar quella morte che era un anticipo della mia morte, dunque mi tenevo sveglia. Per tenermi sveglia la tenevo sveglia e parlavo, parlavo. Le raccontavo ciò che non le avevo mai raccontato e non avrei mai raccontato a nessuno, le mie ferite, i miei rimpianti, i miei dubbi, prezioso fardello tuttavia giacché era esso stesso vita, le dicevo che malgrado quelle ferite e quei rimpianti e quei dubbi mi piaceva tanto la vita, ero così contenta d’esser nata, e la ringraziavo in ginocchio d’ avermi partorito.”

Non posso non pubblicare una poesia, risopita dalle profondità del tempo leggendo le parole della grande Fallaci...

Dedicata alla mia carissima Nonna...

Dolce ibrido amoroso

Quando mi manca
tanto
da mozzare il
respiro,
io corro verso di te.

Il tuo sangue
è il mio sangue,
la tua carne
è la mia carne.
Il tuo ventre
ha generato
il ventre che
mi ha generato.

Il tuo abbraccio
è forte e caldo,
è solo un ibrido,
ma profuma
un po’ di cielo.

Tu sei
ciò che lei sarebbe
potuta diventare
se le fosse stato
permesso
d’invecchiare.


Il dolore nostro è Universale e prima lo si capisce, prima si comincia a guardarlo negli occhi.

venerdì 27 marzo 2009

Tattoo


Ho fatto un tattoo per il mio 25° compleanno. Si potrebbe pensare a una data casuale e invece no. E' esattamente l'età che aveva mia mamma quando si è ammalata. Potere dell'inconscio che non ci lascia fuggire. Mi sono tatuata la sua iniziale, con tre stelle sopra. Io, mia nonna, mia zia. Una linea matriarcale che in modi diversi mi ha fatta diventare quella che sono.
Surrogati di madre che, nonostante incapaci di prendere il suo posto, hanno sempre avuto un ruolo fondamentale e che amo profondamente.
Ho voluto che fosse chiara la mia origine, visto che nella mia mente è persa nel limbo.

Qualcuno si è fatto un tattoo in ricordo di sua madre? O lo ha mai pensato??

mercoledì 25 marzo 2009

Uff...

Che angoscia...
Sono ancora qui a cercare qualcosa.
Nei sorrisi, nelle coccole, nelle emozioni forti.
Ancora qui, cercando di riempire un vuoto.
Sono una piccola bambina bulimica d'affetto.
E non riesco a smettere.
Cerco l'unica cosa che non potrò mai trovare.
Te, mamma.

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