"Ogni parola che scrivo è soltanto un altro modo per dire il tuo nome. Anche se scrivo cielo, terra, musica, dolore, io sto scrivendo sempre e soltanto mamma."
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mercoledì 25 gennaio 2012

Una triste verità

A chi capitasse per sbaglio sul mi blog, chiedo scusa per la lunga assenza, ma la vita ha finalmente preso il sopravvento sul ricordo e trovare il tempo per scrivere è sempre più duro.

Ma ecco il mio post...

Il giorno della vigilia di Natale ho litigato con la sorella di mia mamma,mia zia. Lei è una delle persone più importanti per me, ha forgiato la mia vita e mi ha sempre aiutato. Era la prima volta che litigavamo. La primissima in assoluto.
Al di là del futile motivo che ci ha fatto litigare, ho pianto tutte le mie lacrime perchè la mia situazione si è scontrata con la sua.
Cerco di chiarirmi.
Nonostante lei abbia perso una sorella e mia sia stata vicina in ogni momento, non può capire realmente cosa provo. Ecco cosa mi ha fatto male. Nonostante il dolore ci abbia toccate entrambe, lei ha poi avuto una vita perfetta. Io ho lottato nella merda fino a qualche mese fa. Così, all'improvviso, mi sono resa conto che non condividevamo la stessa scala di valori, che non ritenevamo importanti le stesse cose, che lei, per quanti sforzi possa fare, non capirà mai come mi sento.
E' questo che mi ha fatto, LETTERALMENTE, crollare.
Solo chi ha perso la mamma può capire come certe cose futili possano uccidere quelle come noi.
Così, non il motivo della litigata in sè, ma questa mia presa di coscienza, mi ha distrutto.
Ed ecco perchè per l'ennesima volta ringrazio Dio per avermi donato Frida, la persona che più di ogni altro vede nel profondo di me.

Vi lascio una frase che mi rincuora molto, quando sono triste...


Dio ha tre risposte alle tue preghiere:
1) Sì
2) Non ancora
3) Ho in mente qualcosa di meglio per te.


Forza Fede Fermezza Fiducia!
A presto
(davvero)




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lunedì 31 ottobre 2011

Solo per la mia mamma - Zucchero "Oltre le rive"

Questa canzone la dedico con tutto il cuore alla mia mamma, a pochi giorni dal suo compleanno. Non ho trovato regalo migliore per lei...E ovviamente non sono andata al cimitero e non ci andrò nemmeno, NO MAI! domani... Figurarsi... Che schifo!

Auguri in ritardo mamma, questa è per te, spero che le note ti raggiungano forte forte, come il mio amore per te...



"So che verrai di neve lieve
e vestirai l'aria di sogni
So che verrai,
pace nell'alba,
negli occhi miei, dentro i miei giorni...

Oltre le rive,
oltre le rive,
sarò là."

"Ovunque sei,
sarai per sempre.
Abiti in me
da sempre, e per sempre..."


Ho vagato senza scopo e destino,
fino alla fine dell'arcobaleno,
nelle notti bagnate dal vino,
finché ho sentito la mia voce da bambino...

Ovunque sei,
sarai per sempre.
Abiti in me
da me, da sempre qua...

Oltre rive
mi troverai come da sempre "


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venerdì 28 ottobre 2011

Un post, molte riflessioni...

Perdonerete la mia lunga assenza, ma ad Agosto, come molto sanno, mi sono sposata!!
Oggi però non scriverò un post sul matrimonio, ma un post con alcune riflessioni degli ultimi giorni. L'altra mattina mi sono resa conto che era da molto che non sentivo la presenza di mia mamma. Mi sembrava come un ricordo offuscato, una diapositiva sbiadita. Mi sono sentita triste. Molto. Speravo che durante il matrimonio qualcosa me la facesse sentire, invece niente. Mi sento travolta dalla vita in questo periodo ed è come se non ci fosse spazio per la morte, in me, nemmeno la tragica morte che ha sconvolto e condizionato la mia vita. E' come se crescendo e completandomi come donna mi stessi allontanando sempre di più da mia mamma, come se stessi finalmente crescendo. Magari una donna normale lo vive in maniera positiva come il raggiungimento di una effettiva indipendenza emotiva, io non riesco a viverlo senza sentirmi in colpa. Mi sembra di dimenticarla, accantonarla, così presa dalla mia vita, lei che non può parlarmi, che non può attirare la mia attenzione...
O almeno così pensavo. Le ho chiesto: "Ma, perchè non mi mandi una canzone? Mi sento così lontana da te e vuota..." Beh, in poche ore me l'ha mandata ben due volte, sempre la stessa.

Ve la do così, come è arrivata a me...




Ogni respiro che fai
Ogni movimento che fai
Ogni legame che rompi
Ogni passo che fai
Io ti guardo


Ogni giorno
Ogni parola che dici
Ogni gioco che giochi
Ogni notte che passi con me
Io ti guardo


Non lo capisci?
Tu appartieni a me
Quanto duole il mio povero cuore
ad ogni passo che fai

Ogni movimento che fai
Ogni promessa che non mantieni
Ogni sorriso falso
Ogni protesta che fai
Io ti guardo


Dal momento che te ne sei andata
mi sono sentito perso, ho smarrito la strada
Io sogno la notte
Posso solo vedere il tuo viso
Mi guardo intorno e capisco che non riesco a rimpiazzarti
Mi sento infreddolito e desidero il tuo abbraccio
Continuo a piangere, per favore

Non lo capisci?
Tu appartieni a me
Quanto duole il mio povero cuore
ad ogni passo che fai

Ogni movimento che fai
Ogni promessa che non mantieni
Ogni sorriso falso
Ogni protesta che fai
Io ti guardo

Ogni movimento che fai
Ogni passo che fai
Io ti guardo

Io ti guarderò...


A me è piaciuta tanto tanto, e mi ha commosso... Io la cercavo e guardate lei cosa mi manda..... Potete crederci o no, ma le nostre mamme non ci abbandoneranno mai, ci lasceranno vivere!! A presto con le riflessioni sul matrimonio!!



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sabato 6 novembre 2010

Da me a te, Gioia...





Carissima Gioia,
mi scrivi la tua storia e io, per un momento, sobbalzo. Sto per sposarmi e pensare di perdere la persona a cui ora dedico la mia vita, la persona che mi ha davvero aiutato a uscire dal baratro, mi paralizza.
Le perdite rendono forti, ma non immuni dai dolori che la vita ci riserva poi.
Il mio blog è dedicato in particolare alle donne che hanno perso la mamma ma sono anche profondamente convinta che il dolore che si prova con la morte di qualcuno che amiamo ci renda più che mai fratelli e uguali nell'affrontare noi stessi e la vita. E' per questo che tante persone condividono quello che scrivo in questo blog, anche se sono esperienze e pensieri personali, è in fondo quello che tutte noi proviamo.

E' vero, la perdita della madre ha implicazioni e conseguenze più profonde nella psiche della donna, ma nessuno ha mai affermato che perdere un amore non sia altrettanto devastante.
Per cui, Gioia, sono contenta che le parole che di tanto in tanto affido al web possano per un momento alleviare le pene delle persone che capitano sul mio blog, perchè era proprio questo il mio intento iniziale.

Scrivimi quando vuoi, a presto
un abbraccio forte

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giovedì 17 giugno 2010

Quando è la vita a prendere il sopravvento

Questo periodo della mia vita è davvero complesso. Mi sono trovata, di colpo, a dover affrontare su più fronti questioni spinose, questioni che hanno richiesto il mio impegno, le mie decisioni. Mi sono trovata a dover decidere della mia vita e per la prima volta mi sono sentita adulta.
Non è un periodo facile. So che dalle mie scelte di oggi dipende in gran parte il mio futuro: devo vagliare le ipotesi, trovare alternative, preoccuparmi di molte variabili e tutto questo è davvero pesante. La vita mi ha letteralmente sommerso e mi ha spinto talmente in là che ora fatico a sentire la mamma vicina.

Non è una bella sensazione. Così presa da tutto ciò che sta accadendo dimentico di rivolgerle le mie preghiere, le mie domande...

Dimentico di sintonizzarmi con lei, di dare spazio alle mie emozioni, alle mie sensazioni.

Poi, ad un tratto, quando tutto comincia finalmente a girare per il verso giusto, quando mancano pochi dettagli affinchè il quadro sia effettivamente completo, mi rendo conto che lei è sempre stata accanto a me.
Che è stata lei a mettere in fila le perline della mia collana, che è stata lei a far quadrare tutto. Mi ha messo alla prova, mi ha temprato, ma aveva già preparato la mia strada. E allora torna prepotente, come un fiume in piena: il suo amore.


Questa notte ho fatto un sogno:

Ho sognato che ho camminato sulla sabbia accompagnato dal Signore e sullo schermo della notte erano proiettati tutti i giorni della mia vita.

Ho guardato indietro e ho visto che ad ogni giorno della mia vita proiettato nel film apparivano orme sulla sabbia: una mia e una del Signore.

Così sono andato avanti, finchè, tutti i miei giorni si esaurirono. Allora mi fermai guardando indietro, notando che in certi posti c’era solo un’orma….

Questi posti coincidevano con i giorni più difficili della mia vita: i giorni di maggiore angustia, di maggiore paura e di maggiore dolore….

Ho domandato allora: Signore, Tu avevi detto che saresti stato con me in tutti i giorni della mia vita, ed io ho accettato di vivere con Te, ma perché, mi hai lasciato solo proprio nei momenti peggiori della mia vita?

Ed il Signore mi ha risposto: Figlio mio, io ti amo e ti dissi che sarei stato con te durante tutta la camminata e che non ti avrei lasciato solo neppure per un attimo, ebbene non ti ho lasciato…..

I giorni in cui tu hai visto solo un’orma sulla sabbia, sono stati i giorni in cui io ti ho portato in braccio.

(anonimo)




Forza, Fede, Fermezza, Fiducia.




Circe

sabato 13 marzo 2010

Il dolore della perdita (Anima Grande)

Due notti fa, all'improvviso, è morto il babbo di un mio carissimo amico.
So che questo blog si rivolge in particolar modo a quelle donne che hanno perso la mamma, ma io credo che la Perdita non faccia questo genere di distinzioni.
Il mio amico era legatissimo a suo padre, erano uniti da un amore profondo, e ha dovuto vederlo morire, all'improvviso, senza il tempo di salutare. Ho riflettuto a lungo su quale "morte" potesse essere più "accettabile", se non è privo di senso unire queste due parole. Una morte così improvvisa ti lascia senza parole, senza lacrime per piangere. Lascia sbigottiti e attoniti, sconvolti e la consapevolezza, purtroppo, si fa strada lentamente nella carne per mesi e mesi, prima di colpire con violenza un giorno qualsiasi.
Non puoi mai sapere quando realmente ti renderai conto di quello che è accaduto, quali piccoli eventi scateneranno in te la disperazione più assoluta.
Ci saranno momenti in cui penserai di stare meglio, altri in cui ti sembrerà impossibile guardare avanti.
Una morte così improvvisa coglie impreparati mente e cuore, li sopprime, li anestetizza. Il dolore esploderà se possibile ancora più forte, ma tu dovrai essere ancora più forte, ancora più vicino alle persone che ami e che ti amano.

La morte non ci separa dalle persone che amiamo, ci apre una nuova strada per amarle e per essere amate da loro.
Non abbiamo più segreti per loro, non abbiamo più distanze, sappiamo di averli sempre al nostro fianco, perchè la morte non può nulla contro l'Amore che ci ha uniti in Vita.
Questa è l'unica mia certezza.

Per tutti quelli che leggono questo post, dedicate un pensiero a un grande papà.



Brusco risveglio la realtà
in un freddo gennaio morivo anch’io
quella carezza sull’anima... era Dio...
fine dei giochi impossibili
vivere i giorni rincorrerli
quelle ferite visibili ora bruciano sì!
io che sciolgo una preghiera
vera e fiera più di me
folle nell’inseguire una carriera
avrei dovuto sedermi accanto a te... di più
sembra un miracolo crescere
essere più consapevole
quanto coraggio mi hai dato a dirmi no...
stelle sopra il mio sipario
un delirio una bugia
l’amore assente da quel calendario e intanto il male ti portava via...
padre
solo poche parole
ma la musica che ascolterai
ti somiglia lo sai, è come sei
viva e lucente...
fede
vieni qui ho ancora sete
dei suoi occhi della sua allegria...
e meno male che sogno
posso incontrarti così
perché è di te che ho più bisogno...
cuore diamante: vita mia!
troppe emozioni che mancano
troppe occasioni che sfumano
dialoghi muti che uccidono senza pietà
tu sulla porta mille anni fa
pronto a raccogliere i cocci miei
a consolarmi... sei unico papà...
sono qui e il mondo è fuori
te lo devo sono qui
vado farneticando di amori amari
sofferenze e assenze... di chi resta di chi va...
padre
così tanto distante
ma che figlio bizzarro che hai
ti somiglia lo sai...
perché sei
anima grande...
grande
da stupire la gente
velenosa e insidiosa se mai...
che se hanno un figlio a colori
lottano contro di lui
per appiattirgli i pensieri
pane e superficialità
all’alba dei miei ricordi
sei qui al mio fianco... ci sei!
più le incertezze o gli sbagli
spero che mi perdonerai...
era gennaio su quell’addio
non ebbe successo il destino mio
pochi paganti e un applauso: quello tuo!



Circe

domenica 20 dicembre 2009

Duccio Demetrio - Scrivere di sè oltre la perdita

Ciao a tutti.
In questo periodo di Festa la mancanza si sente ancor più ferocemente. Per me, almeno per questo Natale, la mancanza della mamma viene anestetizzata dal fatto che sono impegnatissima a scrivere la tesi per la mia seconda laurea. Vorrei però lasciare un piccolo "regalo" a tutti quelli che passeranno di qui durante le feste.
Se cliccate sul titolo si aprirà una pagina di google, cliccate il primo Link e troverete la pagina per scaricare un file PDF in automatico, che si intitola "Scrivere di sè oltre la perdita" del grande Duccio Demetrio, specializzato in scrittura autobiografica, memoria, ricordo.

La scrittura, altrimenti non sarei qui (!!!) può aiutare anche a elaborare il lutto e in questo breve documento Demetrio ne tratteggia le possibilità e le caratteristiche. Forse non servirà a nulla, ma leggerlo non vi costa nulla, perciò... Tentate. Magari sotto le feste riuscirete a scrivere una lettera, una poesia, un diario delle vostre sensazioni...Vedere nero su bianco quello che si prova aiuta a viverlo e a razionalizzare il dolore, anche se non siete scrittori. A me è servito in tutti questi lunghi anni senza mamma.

Regalatevi (o fatevi regalare) un bel quaderno, una bella penna e iniziate un dialogo: con voi stesse, con la vostra mamma, con i vostri figli...Parlate del dolore, si materializzerà fuori di voi!

Ecco alcune idee, i quaderni e le penne che io amo:

Ad esempio ho un Moleskine a cui sono molto affezionata, si trovano in libreria, alla Feltrinelli o alla Mondadori, date un'occhiata!!
Oppure mi piacciono molto i diari e le agende in carta di riso o riciclata!
Oppure anche i prodotti di Anna Geddes

Le penne vanno scelte istintivamente, ma consiglio di sceglierne una e usarla SOLO per scrivere le emozioni, la renderete speciale e usarla segnerà il momento del Ricordo, sarà un piccolo rito personale...

Detto questo, vi saluto e vi faccio tanti auguri: vivete serenamente queste Feste, pensate alle mamme che ci guardano dal Cielo e regalate loro un pensiero, un gesto d'amore alle persone che vi sono vicine. Loro ne saranno felici!

Un abbraccio forte... A presto

sabato 12 dicembre 2009

Oggi

Oggi che ho bisogno di lei, Lei si fa sentire. Non so come spiegarlo meglio.
Sono incasinatissima con una tesi che mi sta rubando l'anima e... Io sento oggi più che mai la sua presenza. Sono scosse di benessere, piccole vibrazioni, come delle carezze, dolci. Mi tranquillizzano, sono sempre sull'orlo del baratro ma vengo sempre tirata indietro. Lei non permette che abbia paura, che mi senta abbandonata. Sono sola da due giorni, ma non sento la solitudine. Lavoro e scrivo e scrivo, ma ho lei vicino.
Volevo dirvi solo questo.

Circe

martedì 1 dicembre 2009

#2 Nonna

Grazie cara F. Tu scrivi sempre nel momento del bisogno.
Non sai a quanti lapsus ho risposto con un sorriso, sapendo benissimo che in me mia nonna ha trovato l'unica ragione per continuare a vivere e sono anche cosciente del fatto che il rapporto non è certamente quello che normalmente c'è fra nonna e nipote. Quello che mi spaventa è di rivivere una perdita, proprio come mi hai scritto tu. Una perdita che è una seconda morte, che aprirà di nuovo una voragine infinita. Ma cosa posso, io, contro la Vita?

Circe

sabato 28 novembre 2009

Nonna



Come ho già avuto modo di dire in qualche post precedente, mia nonna mi ha cresciuto. Ha lasciato il suo lavoro, il suo paese, la sua vita, per venire ad abitare da noi. Ha visto sua figlia spegnersi lentamente e poi, dopo la sua morte, è rimasta lì. Con un giovane vedovo, che doveva rifarsi una vita, e una bambina di 5 anni appena da crescere.
Mia nonna mi ha dato il suo amore, il suo tempo, la sua pazienza. Mi ha educato, mi ha istruito, mi ha trasmesso i valori fondamentali della mia vita. Non ha mai voluto essere una mamma, anche se mi ha amato come tale.
Io mi sento strana nei suoi confronti: non la considero una mamma, ma non riesco nemmeno a vederla del tutto come una nonna, è un po' un ibrido nel mio cuore.
Solo che adesso sta invecchiando e io non sopporto la sua vecchiaia. Mi sembra fuori luogo e fuori tempo. Ho come l'impressione di dare per scontato che lei debba crescere anche i miei figli, come potrebbe fare una mamma, senza considerare che invece lei diventerebbe bisnonna. Guardiamoci negli occhi: quanti di noi hanno conosciuto i loro bisnonni?
Insomma, vivo uno scarto, comprendo la sua vecchiaia ma il mio cuore non la concepisce. E sono in stallo, immobile. Cerco una via d'uscita, qualcuno mi può aiutare?

Circe

giovedì 19 novembre 2009

Ho paura

A volte la paura di morire diventa paralizzante.
Le persone normali pensano al futuro e riescono a percepirne le gioie e le luci, io penso al futuro e lo vedo come un immenso buco nero. Non ho sicurezze circa la mia salute un domani, nè sulla salute delle persone che amo.

Soffrirò io? Soffriranno loro e io con loro?
Dove mi può portare un futuro dove io leggo solo incertezza?

Vorrei abbandonare, scrollarmi di dosso una volta per tutte questa sensazione.
I dolori, le fitte, i formicolii che percepisco dal mio corpo non sono malattie.
Sono perfettamente sana, tutt'al più ho un dente cariato che mi dà noia.
Ma non riesco a convincermi. Il mio cervello ha l'immenso potere di fissarsi su un piccolo particolare e da lì trasformarlo in ossessione che paralizza, che ammutolisce.

Vorrei scrollarmi di dosso la paura che qualcosa di brutto possa succedere da un momento all'altro. Vorrei vivere e costruire la mia vita sapendo che non sono costretta a ripercorrere il destino della mia mamma.

Voglio vivere con la consapevolezza di durare, di poter vedere i miei nipoti, di invecchiare a fianco della persona che amo.
Ma il mio cuore non tace e vive nella costante vigilanza degli scherzi del destino.
Non abbasso mai la guardia, non mi concedo di sognare un futuro troppo roseo.

Non mi sento nemmeno all'altezza di affrontare quelli che saranno i seri problemi che mi aspettano, non mi illudo pensando di aver finito di scontare la mia massiccia dose di dolore, comprendo bene che ancora mi aspettano parti peggiori di quelle che ho recitato fin'ora...

Guardo il mio amore, lo guardo dormire, penso a come tutto sia perfetto, ora.
Leggo nelle sue palpebre, sulle sue guance, fra i sui capelli, la leggerezza, la fragilità dell'attimo che sto vivendo. So che domani tutto potrebbe cambiare. Che domani quelle palpebre potrebbero svanire. Lo so per certo perchè l'ho vissuto.

E Dio solo sa se questa è una lezione di vita che ho imparato bene: quello che hai di più prezioso, lo puoi perdere da un momento all'altro. E siamo arrivati di nuovo alla mia paura che mi paralizza...

Buona Notte (in bianco, almeno per me...)

mercoledì 11 novembre 2009

La linea matriarcale

E guardo mia nonna. Lei che ha generato mia mamma. Lei, colpita più di tutti noi dalla perdita. Lei che ha perso sua figlia. E che non ha mai superato il dolore, forse perchè non aveva una vita davanti da costruire come me, come mia zia, come tutti gli altri.
Guardo mia nonna, che mi ha cresciuto con amore indicibile, che mi ha corretto e protetto, che non si è mai voluta sentir chiamare "mamma".
Lei, che mi ha insegnato a non odiare Dio, ma a tenerlo stretto al cuore. Lei, che ora sta invecchiando troppo velocemente, lei che secondo me dovrebbe essere eterna, a cui non perdono nessun acciacco, nessuna pecca, nessuna dimenticanza.
Possiamo essere così crudeli, con le persone che amiamo davvero. Li costringiamo nella nostra mente a non abbandonarci, non tolleriamo le loro mancanze, perchè li discostano da quelle che sono le immagini che, di loro, abbiamo costruito nella nostra mente.

Mia nonna sta invecchiando troppo presto, per il ruolo materno che ha avuto nella mia vita. Mi aspetto che sia in piena forma per il mio matrimonio, o che sia lì ad abbracciarmi se mai avrò un figlio. Mi aspetto che sia nonna per il suo pronipote, e non bisnonna. E non prendo in considerazione che le bisnonne, quasi mai, conoscono i loro nipoti.

Allontano dalla mia mente l'ipotesi che possa seriamente ammalarsi, che possa...morire. Non la tollero, la trovo irreale, qualcosa che mi fa sorridere. Che è lontana. Un po' come quando si pensa alla propria morte, qualcosa di nebuloso che non si riesce del tutto a comprendere. Non riusciamo a comprendere la nostra cessazione, perchè noi esistiamo e non conosciamo altra esistenza che l'essere.

Ho paura di quello che potrebbe succedere, la perdita definitiva. Il distacco sociale da ogni particella materiale di Lei.
Ma ho paura anche della malattia, quella terribile che cancella i ricordi, lei che è il mio baule dei ricordi, che contiene la mia vita, le vite precedenti, le mie radici.
Perderei tutto, con lei.



Passi tutto il tuo tempo nell’attesa
della seconda possibilità
per un’apertura che lo risolverebbe
c’è sempre un motivo
di non sentirsi bene
ed è dura alla conclusione del giorno
Ho bisogno di qualche distrazione
Oh dolce liberazione
filtra la mia memoria nelle vene
permettimi di essere vuota
e senza peso e forse
stasera io troverò la pace.

Nelle braccia di un angelo
vola via da qui
da questa fredda scura stanza di hotel
e dall’infinità che tu temi
sei trascinato dalle macerie
del tuo silenzioso fantasticare
sei nelle braccia dell’angelo
puoi trovarci il conforto.

Così stanco della linea retta
e ovunque ti volti
ci sono avvoltoi e ladri alle tue spalle
e il temporale continua a torcersi
continui a costruire la bugia
che usi su tutto ciò che ti manca
non fa differenza
scappare un’ultima volta
è più facile credere in questa dolce pazzia oh
questa gloriosa tristezza che mi mette in ginocchio.

Nelle braccia di un angelo
vola via da qui
da questa fredda scura stanza di hotel
e dall’infinità che tu temi
sei trascinato dalle macerie
del tuo silenzioso fantasticare
sei nelle braccia dell’angelo
puoi trovarci conforto
sei nelle braccia dell’angelo
puoi trovarci conforto.


(Angel - Sarah McLachlan)

venerdì 30 ottobre 2009

Il mio doloroso passato

Rileggendo un po' di post nel blog ho percepito come una sorta di falsa positività. Nel senso che io ora vivo davvero le emozioni che sento, questa felicità che mi pervade, ma non posso di certo rinnegare che sono affogata parecchie volte prima di riprendere fiato...E magari, le ragazze da poco orfane leggono il blog e lo trovano irreale, ingenuo, impossibile...
Allora oggi pubblico una cosa che ho scritto non molto tempo fa, a dire il vero. Parlo di me, del mio tatuaggio, della mia vita...Non era stato scritto per pubblicarlo, quindi sarà un po' difficile capire tutto. Ma il dolore è universale e quindi forse troverete qualcosa di voi in quello che ho scritto. Lo metto qui come testimonianza che dal Dolore si può uscire...

Spero vi aiuti!

"I deliri: sono convinzioni erronee, che di solito comportano un'interpretazione non corretta di percezioni o esperienze."
Deliri, ma si potrebbe scrivere anche...Amore...

Oggi il mondo non ha senso. Esiste solo al di fuori di me.
Oggi gli oggetti sono riproduzioni di se stessi, appoggiati alla perfezione lì dove si trovano per cercare una parvenza di realtà.
Oggi gli oggetti sono lucidi e puliti e odorano di finzione: le case, le strade, i vasi, le foglie degli alberi, le macchine sono tutte forme a cui non so più dare un nome.
Le barche al molo si riversano piatte su un cielo smerigliato di recente.
L'orizzonte spastico è monotonamente azzurro.
Il mondo oggi non mi parla.
Le persone sono inutili fantocci che mi camminano intorno: anche loro sono finte
Camminano, parlano, ridono in modo meccanico. A tutti una parte da recitare.
Devo avere la faccia allucinata: oggi non ho trovato il libro di Vivian Lamarque e avevo deciso di strangolare il commesso, ma poi ho pensato che un manichino non si può uccidere.
Oggi le persone mi urtano, interrompendo la musica che scelgo per inondare la mia testa.
Oggi i tasti scricchiolano come un elefante in equilibrio su un calice.
Oggi non studio, perchè non ha senso. I miei occhi precipitano al di là di una stupida pagina di cui non mi frega un cazzo.
Oggi non studio perchè la vita non è qui. Se n'è andata e mi ha lasciato nella merda.
Oggi non vivo, perchè respiro solo attraverso le poesie che leggo.
Oggi affogo perchè i polmoni sono pieni di fumo e non si contraggono più.
Oggi muoio e lascio questo mondo in technicolor che mi dà la nausea.
Oggi vomito, perchè non voglio più sentire niente.
Oggi la caviglia mi brucia, perchè sono consapevole che per tutta la vita la caviglia mi parlerà della morte: il mondo è stupido, io sono stupida, ho aspettato tanto e ora questo inchiostro sarà per sempre il simbolo della mia morte.
Oggi muoio da umana e non da fenice, perchè il vento fasullo disperderà le mie ceneri e io non potrò più rinascere da esse.
Oggi brucio di un fuoco che germoglia dal buco che porto in mezzo al seno.
Oggi il mondo è immobile, come l'aria prima di una esplosione: esploderà il mio cuore, pazzo di dolore.
Oggi i rumori mi raggiungono come una televisione in una casa con le finestre aperte.
Oggi le sensazioni raschiano la carne per entrare, e fanno male.
Il mondo mi fa schifo, io mi faccio schifo. Mi guardo e sembro un cadavere.
Oggi non piango, oggi bevo.
Oggi bevo ciò che ho pianto ieri.
Oggi bevo e affogo.

mercoledì 30 settembre 2009

Noi, le Lara Croft dell'Affetto


Siamo archeologhe dell'Affetto. Scaviamo, perlustriamo, setacciamo, indaghiamo...
Ne cerchiamo le briciole più piccole, a volte le più miserabili.
Siamo vulnerabili, sotto questo aspetto. Per quanto forti ci abbia reso la nostra perdita, abbiamo un vuoto che ci rende...Vulnerabili.
A me non piace sentirmi così... Non mi piace mostrare le mie debolezze, eppure mi rendo conto di come nella vita di tutti i giorni il mio bisogno di affetto si rispecchi in tante piccole cose. Cerco l'approvazione degli altri, ma non perchè sono egocentrica o vanesia, ma perchè questa approvazione è una briciola di affetto, e quanto patetica. Mi trovo a soffrire per uno sgarbo che ai più lascia indifferenti, perchè a farmelo è una persona che tenevo magari in considerazione. Questa mia fragilità si trasforma presto in ingenuità ed è molto facile tradirmi o beffeggiarmi.
Ma a che pro? Voi togliereste di mano una caramella a un bambino?

Anche perchè poi apro gli occhi. E mi accorgo della mediocrità di certa gente. E allora mi rendo conto che andavo ad elemosinare Attenzioni e Considerazione da persone che non erano degne e che ,quindi, prima o poi si mostrano effettivamente per quello che sono. E giù delusioni. E giù morsi dell'orgoglio.

"Possibile? Possibile che ancora non hai capito da quale gente star lontana? Possibile che ancora non hai sufficiente amor proprio da capire che tu basti a te stessa? Che sono pochissime le persone che ti vogliono DAVVERO bene e che solo di queste devi avere considerazione??"

Sì, possibile...Sventolami sotto il naso un po' di affetto e io sarò sempre pronta a salire sulla tua giostra, a costo di essere il tuo giullare.
Cerco e scavo, cerco e scavo, consapevole che non sarò mai sazia.

A presto

lunedì 28 settembre 2009

Rispondo a...

Mi piace invece questo post "Circe"..

Io sono una di quelle ragazze che ha scelto la stessa strada che ha percorso mia madre.
Tutti da bambina mi chiedevano se sarei diventata un medico come mia madre ed io, quasi disgustata, rispondevo di no.. e invece eccomi qui, a ripercorrere il suo stesso cammino..
questa scelta è arrivata all'ultimo anno di liceo ma non sono stata spinta nè da ciò che è stata lei, nè dal voler curare quella malattia che non le ha dato scampo.. questo è quello che credevo e che credo ancora... l'ho scelto perchè vorrei arrivare a una specializzazione che credo (e spero) possa diventare il mio lavoro..
Ma cosa c'entra mia madre in tutto questo!?
Ogni giorno mi chiedo come sarebbero le cose se lei fosse qui.. percorrere la sua stessa strada ha fatto sì, magari inconsciamente, che facessi riemergere tutto il dolore: se lei fosse qui mi potrebbe aiutare con argomenti non chiari, mi potrebbe far capire più concretamente cosa mi aspetta, ma non si tratta solo di questo.. Potremmo insieme condividere le emozioni, e lei potrebbe riviverle in me se fosse ancora qui.. O ancora potrei avvicinarmi almeno in parte alle sue emozioni che non conosco... Può sembrare assurdo tutto questo, eppure in qualche modo è un "dolce incantesimo" che mi permette di affrontare, dopo tanti anni, la perdita..
Nonostante tutto ho paura.. Non tanto per la lunghezza e la difficoltà della strada che ho davanti, più che altro che la storia si ripeta.. Forse in fondo in fondo è vero che vorrei portare a termine "l'opera" che lei non ha potuto continuare, ma non vorrei invece che si fermasse allo stesso punto..


La mia strada mi ha condotto all'insegnamento, ma ho sempre sentito dentro di me questa vocazione. Mia madre era insegnante, mia zia lo è... Ma nulla potrà mai darmi quello che io e lei ci saremmo potute scambiare, quello che avremmo potuto condividere. Sono terrorizzata dal fatto che la storia si ripeta.

Quando ho compiuto gli anni che aveva mia mamma quando si è ammalata, ho passato mesi a fare visite e analisi. Sono sana come un pesce. Mi sono sentita viva, avevo superato la prima grande prova. Non ammalarmi all'età in cui si è ammalata lei.

Fra 3 anni avrò l'età di mia madre quando è morta, caspita! come passa il tempo.
Sopravviverà? Avrò già un figlio? Se vivrò, avrò aperto la porta al mio futuro.

Noi tutte guardiamo a quell'età come a un giro di boa, un punto di svolta, un burrone oltre al quale precipitare o imparare finalmente a volare.

Io so che molto di ciò che oggi sono "lo devo" alla mia perdita. Forse perfino il mestiere che faccio. L'importante è non lasciarsi distrarre, perchè la vita è solo nostra e qualsiasi sia la perdita che abbiamo subito, non è in alcun modo giusto vivere la vita di qualcun'altro.

Il più grande regalo che possiamo fare alle nostre mamme è quello di realizzarci pienamente nella nostra unicità.

Inutile dire che ho capito subito, che ti pensavo mentre scrivevo, che sono felice di questo passo.

Un bacio

venerdì 18 settembre 2009

Carissima Amica...


Ciao Anonima (Ancora non so il tuo nome): sì, ho un ragazzo. Anzi, per meglio dire...Non c'è stato attimo dai miei 15 anni in cui io sia stata sola. Erano tutti amori? No. Era il terribile bisogno di avere qualcuno di fianco, il bisogno di ricevere affetto, trovare un altro canale perchè il più prezioso si era chiuso per sempre. Ho scelto anche persone non adatte a me, pur di avere qualcuno che mi amasse, o almeno che pensavo mi amasse. Mi riducevo uno schifo, con il terrore di essere abbandonata di nuovo. Ho cercato l'amore materno in tutti i miei uomini, fino a capire, con il mio attuale ragazzo, che era dannoso, sbagliato, inutile.
Senza dubbio, un Amore vicino ti solleva il morale se sei triste, passa il giorno del tuo compleanno con te, cerca di farti sorridere. Ma non può capire fino in fondo quello che provo, non può e cmq non serve che lo faccia, perchè questo dolore, a prescindere, non se ne andrà mai, nemmeno con tutte le coccole del mondo.
Io cercherò per sempre mia mamma, il suo abbraccio, lo cercherò nel cibo, nell'amore e nel sesso ma so benissimo che non lo troverò mai. Lo cercherò a volte inconsapevolmente, a volte come una bambina disperata. Ma so che non lo troverò, soprattutto nel ragazzo che amo, perchè lui non è mia mamma, ma il mio ragazzo e questo non devo confonderlo mai.
Probabilmente qualcuno vicino allevierebbe di certo il tuo dolore, ma non farebbe miracoli. Ognuna di noi ha il difficile compito di trovare dentro di sè solamente la forza per convivere con esso, per guardare di nuovo alla vita con il sorriso.

Io scrivo, scrivo a tutte voi, perchè voglio che sappiate che c'è la vita dopo la morte delle nostre mamme, ci siamo noi, che possiamo celebrare la loro esistenza, coltivando i nostri talenti, dando valore alle nostre vite, perchè no...Facendo dei figli per donare l'amore che abbiamo ricevuto.

Sono qui per dire che oltre il buio che vi opprime C'E' una luce e che io farò il possibile per darvi speranza, strumenti, sostegno.

Bacio, a presto.

martedì 15 settembre 2009

Il mio compleanno

Chissà mai perchè mi ostino ancora a credere che il mio compleanno sia importante, per qualcuno. In fondo, quel giorno in ospedale, c'eravamo solo io e te. Io, te e le tue doglie. Quel giorno mi hai fatto il regalo più bello, mi hai donato la vita. Ma l'unica persona che con me potrebbe gioire di quel giorno, ora non è qui con me. E figurarsi, mio babbo non mi ha nemmeno fatto gli auguri.
Mi aspetto sempre qualcosa di troppo, dal mio compleanno. Forse dovrei smetterla e considerarlo un giorno come un altro. Un giorno da dedicare a noi due, mamma, lasciando tutti fuori, tagliare con il mondo, ritrovarsi noi due, per condividere quelle 11 e 15 nelle quali il mio vagito ha rotto gli indugi, legandoci per sempre in quel rapporto indissolubile che non è più stato cancellato.
Quale regalo oggi? Di quali candeline stiamo cianciando?
Non voglio regali, non voglio auguri, non voglio torte. Voglio Amore. Voglio il tuo amore... Così lontano oggi, così difficile da percepire...
Pensi sempre che lui sia il primo, ma dovresti sperare solo che non sia l'ultimo...Tre lacrime sulla scrivania, mi manca il tuo odore. Nessun festeggiamento oggi, se non nel mio cuore. Quello che eri, sono. Quello che sarò, eri.
Mi sento abbandonata, e sono arrabbiata, perchè questa sensazione non smetterà mai.
Mai arriverà il giorno che mi hai partorito, senza che io manchi di te, con un dolore che non si può descrivere, bisogna viverlo per capirlo.

lunedì 31 agosto 2009

Aggiornamenti di Circe

Scusate! Scusate! Scusate!
Non sono molto professionale... Scrivo sì e no una volta ogni due settimane.
Il fatto è che questo ultimo periodo è stato piuttosto duro: esami all'università, una relazione in gioco e una forma fisica non proprio perfetta.
So che un Blog che si rispetti deve essere sempre aggiornato, ma non è così facile, almeno per me... Mi impegno ma spesso il tempo non basta!!

Cmq spero che voi siate pietose con me e che sarete pronte per i prossimi post.

C'è da dire che in questo periodo così buio, ho sentito molto chiaramente la presenza della mia mamma, che senza dubbio mi ha fornito molti indizi circa la strada da scegliere, le azioni da compiere.
E' un amore di indizi, insomma!

Baci a tutti!!

a presto, lo prometto!!!

domenica 16 agosto 2009

Dolcenera - Un dolce incantesimo

Scusa il ritardo, questi giorni sono stati un po' movimentati...
Questa canzone è dedicata a te, alla tua mamma e al Giorno, da poco passato...

Baci



Che cosa vuoi di più ,
la vita fa così
e rimaniamo soli di fronte a un universo di possibilitià...

Perchè ho incontrato te(...e crechiamo dei legami )
perchè finisce qui (... che amiamo e poi spezziamo)
e scivoliamo via in campi di forza che non comprendiamo mai

E io ti porto via con me contro tutti gli occhi che incontrerò un dolce incantesimo ,
un sogno lontanissimo qui in fondo all'anima...

Non si regala mai il cuore che hai,
si presta ogni tanto senza maschera nell'intimità

Per riscoprirsi poi (... siamo vittime incoscienti )
più strani che mai (dare e avere il bene e il male)
nel lento meccanismo di questa stupida casualità..

E io ti porto via con me contro tutti gli occhi che incontrerò
un dolce incantesim,
un sogno lontanissimo qui in fondo all'anima

E io ti porto via con me dentro ogni, pensiero ogni mio respiro un dolce incantesimo
un sogno lontanissimo che
mi proteggerà....


E io ti porto via con me lungo questo viaggio che farò un dolce incantesimo,
un sogno lontanissimo che che mi proteggerà , e ...
e io ti porto via ... (che cosa vuoi di più, la vita fa così e rimaniamo soli )
e io ti porto viaa ( non si regala mai il cuore che hai si presta ogni tanto ) e io ti porto via con meee ....

venerdì 14 agosto 2009

To_day

Oggi manco d'amore.Punto.
Mi verrebbe da scrivere solo questo. Manco d'amore.
E mi chiedo se è proprio la mia mancanza a rendermi così insicura.
Sarei stata una persona in grado di amare, se non avessi perso un pezzo della mia vita?
Sarei stata in grado di vivere serenamente gli screzi, le inezie, gli scazzi del rapporto sentimentale, se fossi stata "normale"?
Avrei avuto meno paura? Lo spettro dell'abbandono si sarebbe celato ai miei occhi, invece di emergere costantemente e subdolamente ogni volta che qualcuno mi ignora?

Chi sta parlando? La donna adulta, perfettamente conscia che ogni storia ha i suoi alti e bassi e che l'amore c'è sempre, anche quando non è dimostrato...O la bambina terrorizzata dall'oblio che alla prima mancanza sprofonda nel dolore?

Chi ha il sopravvento in me? ...La bambina... Lo dico con franchezza, perchè non ho nessun dubbio al riguardo. La bambina che sono stata non ammette di essere trascurata...Non ammette giorni no...Non ammette indecisioni...Non ammette stanchezza e sonno...Non ammette abbassamenti di livello...Non ammette l'avere una vita propria...Non ammette scuse, repliche...Non tollera l'abbandono e per questo si attacca strillando al collo di chi crede la stia per abbandonare.

La bambina che sono stata è vorace e non smette mai di pretendere... E forse solo ora capisco che cosa significa essere egoisti.

E' così, sono egoista, il mio bisogno DISPERATO d'amore mi porta ad essere egoista, mi porta a fare molti sbagli, a soffocare chi amo, perchè ho paura di essere abbandonata ...

E per quanto io spieghi che non è colpa mia, ma che è la vita che mi ho forgiato così...Mi rendo conto che sono solo scuse...

E la cosa che mi fa sprofondare ancor di più è che da tempo ormai so che TUTTO L'AMORE CHE HO PERSO, NESSUNO POTRà DARMELO INDIETRO.